l’origine sionista della fine del mondo,anche gli stalinisti piangono,amici per sempre

Le feste dei ricchi sono sfarzose.Danno balli,cene eleganti,gare di burlesque,si ingozzano di cibo e bevande.Ogni tanto c’è qualche incontro di lotta tra disperati che loro avevano fatto rapire il giorno che i morti avevano invaso la città.

Rhona,sporca di sangue,grida per la gioia di vivere e la rabbia.Rinchiusa in una sorta di gabbia dove viene trascinata per combattere,mentre donne truccate da baldraccone fanno un tifo smodato.A terra il cadavere di una gracile ragazzina.Lei non vuole guardare,non vuole sentirsi sporca più del dovuto.Una povera fanciulla di appena quattordici anni,la vita per lei sarebbe dovuta cominciare in quel momento.Invece La Belva Inglese,come la chiamano ,ha posto fine ai suoi giorni.

Il Generale Grande Figlio di Puttana,che poi è il cattivone di questa storia,chiuso nel suo ufficio non si lascia distrarre dai gemiti di piacere delle orge,dalle suppliche dei prigionieri seviziati allegramente dai ricchi annoiati e dai suoi soldati.

Scrive il suo diario.

“Secondo le nostre fonti,tutto è cominciato in Israele.Gli scienziati avevano creato in laboratorio un nuovo virus.L’avrebbero usato in Iran e Siria.La morte arrivava velocemente,proceduta da un senso di sonno e pensantezza degli arti.Da quanto sappiamo,uno di questi dottori si era procurato un piccolo foro nella tuta di protezione.Contaminato.Il giorno stesso sarebbe partito per Roma dove stava un suo parente ambasciatore dello stato ebraico,o meglio sionista.Il Mossad però aveva scoperto l’incidente e aveva mandato un suo agente per fermarlo.L’agente ebbe una dura sorpresa.Infatti da giorni l’ambasciatore e la sua famiglia sembrava sparita nel nulla,si stavano attivando tutte le modalità per risolvere il caso.Quanto pare il virus porta a una veloce morte,ma anche una repentina resurrezione.Il morto vivente così ,attraverso il morso,contamina i vivi.L’agente del Mossad è riuscito a fermare il dottore e a sterminare la famiglia dell’ambasciatore,ma a sua volta è stato morso.

Fuggito e rincorso dai nostri agenti si è rifugiato nella baraccopoli.

I potenti sono scappati via.Siamo rimasti in pochi,ma abbiamo :esercito,soldi,potere.Roma come Berlino o Gaza è divisa da muri e barricate Costruite mentre la gente pensava agli europei e ad altre cose.Con noi è rimasto il camerata sindaco,uomini di governo particolarmente volgari e ambiziosi,vecchie e nuove zoccole.Il Papa è morto,ce ne è uno nuovo.Ama le vecchie abitudini come i roghi.Ogni tanto rapiamo qualche poveraccio della zona povera e sfigata e li facciamo combattere per noi.O contro qualche bestia prelevata dallo zoo,o contro i morti,o contro altri poveri cristi.Mi diverte e ci piace.Roma Caput Mundi,non si diceva così?Cazzo ne so,odio il latino.

Però dopo aver militato nel Noto Servizio,dopo aver vissuto i tempi splendidi della strategia della tensione,eccoci qui!Un regno di corruzione e morte,come il miglior Impero Romano.Lo spirito vero di questa città e del suo popolo.

Mazzate.I giorni e la sua vita ,sono fatti semplicemente di questo.Niente di più,niente di meno.Lei sa che se dovesse fermarsi,si sentirebbe troppo male.Quanti volti,quante voci,che prima era abituata a vedere e sentire ora si sono dispersi,sono svanite nel nulla.Non ha notizie di nessuno di loro.Sente un sottle dolore divorarla lentamente e non ha altro modo di fermarlo che lanciandosi in ardite imprese “militari”.Questo le ha fatto guadagnare parecchia stima da parte delle persone che andavano a ingrossare le file,di quello che Davide continua a chiamare: Esercito di Liberazione Popolare sezione Laurenti Berjia.La giudicano tutti una grande eroina.Un esempio.

“Ehi”Davide si siede accanto a lei.Ha cominciato a fumare sigari cubani.Ormai è proprio perso.

“Ciao”

“Cosa c’è ?”

“Come?”

“Non stai bene”

“Oh,ma ..No,cosa dici..”

“Ascolta,mi vedi no?Cioè,si oggi magari puoi credere che io sia un grande leader.Il Caro Leader,ecco come mi piacerebbe essere chiamato,ma in fatto di casini esistenzialisti..Bè ne so qualcosa.Non molto,ma ecco..Insomma se vuoi parlarne”

In fondo lei sa che non sono così diversi.Lui tenta solo di comunicare con gli altri ,di portare il suo mondo tra la gente.Lei se ne frega del mondo reale,ha già il suo e lo difende come meglio può.Però lo vede quel occhialuto e sa che qualche ferita se la sarà procurata scontrandosi con gli altri,con le imposizioni ,le felicità e libertà da grossi sconti,con una solitudine non cercata o voluta,ma che nel tempo è diventata fedele compagna.Tanto che quando una sera le disse che era da tantissimo tempo che non si innamorava e non aveva intenzione di farlo ora con la fine del mondo,aveva capito che la fine del loro pianeta non c’entrava un cazzo.Non era semplicemente capace di reggere l’urto con la dura realtà.Un romanticone che si chiudeva in atteggiamenti da spiritosone che nemmeno a Colorado Caffè,sviava sempre quegli argomenti.Sapeva che si vergognava profondamente di affrontare quelle cose,così si era inventato il piano di far sorgere Stalingrado e lì dava il meglio di sè.Quanta energia e forza e gli uomini anche quelli più grossi e feroci,lo rispettavano.Il Caro Leader.

“Non riconosco più la mia città.Le vie,le piazze,la gente.Mi sento straniera,ma non lo sono affatto e poi..”La voce si incrina.Trattenere,che poi comincia il sermone sul fatto che lui non piange mai e bla bla bla.

“Poi?”

“Cinque giorni fa,non ricordo..Il bar.”

“Quello delle armi?”

“Quello delle armi”

“Cosa?”

“Bè,stavo saltando da un tavolo all’altro tagliando quei cosi e ..”Si ferma.Non vorrebbe dirlo,Non l’avrebbe fatto e allora cosa la spinge?Manco ci fossero i spingitori di cavallieri,come in quel vecchio sketch di Corrado Guzzanti

“Una persona.Una persona speciale,che avevo amato molto.In un periodo di confusione che…Ah,no non lo dico perchè reazionario e sessuofobo come sei,puttaniere del cazzo!”Ecco cerchiamo di litigare così non gli devo dire niente.Non devo dire niente A ME STESSA.

“Lo sono.Non puoi chiedermi la perfezione,ma sono sincero .Con te e con gli altri.Le mie debolezze le conosci e così anche i miei limiti.Tutti abbiamo perso qualcuno o qualcosa non credi?La nostra gente ha sofferto prima e soffre ora.Io?Sono qui con te.E con loro.Ma sopratutto con te.Perchè?Perchè ti ho vista quando al cinema da sola stavi al buio aspettando un passaggio da parte di Eden per andare verso il giorno del giudizio.O difendere il tuo cuore di vetro e tempesta dai tempi dei bigotti ,dalla crudeltà della gente per bene.Conosco ogni pezzo delle tue alte mura per difendere i tuoi sogni e gli artigli che usi per difenderli.Puoi continuare così,fallo pure.Io però non ti lascio andare giù.Non ti lascio,perchè altrimenti cado anche io.Ok?E io devo costruire questa cazzo di Repubblica Sovietica di Stalingrado ok?Quindi..”

“Ho ucciso una persona che ho amato profondamente!E chissà quante ne incontrerò ancora.Mi hanno portato via anche Rhona.Non ce la faccio,non ce la faccio…Cioè si .I miei uomini…”

“I tuoi uomini ti chiamano Generalessa sai?”

Lei ride e piange insieme.Divertita,ma ancora prigioniera del dolore che non la vuole lasciare.

“E cosa credi, che io ce la faccia?Che per me sia semplice non avere notizie di mio padre e del mio cane?Sono le uniche persone che mi son rimaste e i miei amici lasciati in Lombardia?”

“Tu sei tu,io non…”

When you’re weary
Feeling small
When tears are in your eyes
I will dry them all “

Cosa?”Sta cantando?Cazzo l’occhialuto sta cantando

I’m on your side
When times get rough
And friends just can’t be found
Like a bridge over troubled water
I will lay me down
Like a bridge over troubled water
I will lay me down “

“Stai distruggendo una delle canzoni più belle..”Lei non finisce la frase e abbracciando quel piccolo,fragile,vanesio,egocentrico,solitario,disperato,allegro coglione che si ritrova come amico si mette a cantare Bridge over troubled water.Non è molto,ma in quel preciso istante sa che comunque qualcuno non la lascerà andare giù..giù..giù.

“Dove l’hai trovato?”Chiede Lucy a Frank

“Non lo so,era in giro.Bel cavallo vero?”

“Bellissimo”

“Lo vuoi?”

“Bè..”Lei si avvicina e accarezza il viso dell’animale.Una forte intesa nasce immediatamente tra i due.

“Quanto pare a sto bel stallone piaci assai”Scherza Frank

“Già”

“Hai un nome?”

“Si,mi è venuto in mente ora..”Lei si guarda intorno sorridendo come una bambina che si presta a fare uno scherzo a un suo amico

“Davide!”

Il piccolo occhialuto si gira verso di lei e la saluta.

“Ehi,ti piace :è il mio cavallo”

“Uh..sai cavalcare?Bello,come lo hai chiamato?”

“Paul Ws Anderson”Ride lei

“Oh,cazzo!Povero cavallo!”Risponde lui inorridito,allontanandosi.

Oltre alle armi,al cibo,sono riusciti anche procurarsi qualche mezzo di trasporto su quattro ruote e del carburante.La preparazione è lenta e piena di problemi.Nuovi arrivano e visi amici muoiono.Chi divorato dai morti,chi per colpa di qualche banda di malviventi.

“Lucy poteva essere crudele sul campo di battaglia,ma non oltre.Davide invece era terrificante.Avevo sempre paura di assistere ai suoi interrogatori.Un giorno una banda di teppisti aveva violentato e ucciso una ragazzina,figlia di un tizio che per un po’ aveva viaggiato con noi.Non era suo amico e di quei fatti ne capitavano molti.Lui se l’era presa a cuore.Non ho mai saputo perchè.Insomma prendiamo questi teppistelli.Dei ragazzini anche loro.

Ha preso il capo della banda e lo ha seviziato a morte,con una cattiveria e..Rideva,era fuori di testa.Lucy è intervenuta per fermarlo,hanno lottato a lungo.Poi lui ha preso dalla fondina la pistola della nostra generalessa e ha scaricato tutto il caricatore contro i due teppistelli rimasti vivi.Non li ha uccisi.Ha sparato alle gambe e alle mani.Poi ha chiesto che fossero abbandonati fuori in qualche punto e lasciati lì.Lucy l’ha colpito duramente al viso.Ho temuto che ammazzasse pure lei.Ha solo detto :è un ordine.Quelli urlavano,piangevano,gridavano perdono.Loro due si fissavano con rabbia.Era la tempesta in formato maxi.Lucy ha preso un fucile a pompa da una delle guardie e ha sparato ai ragazzini.Poi ha lanciato il fucile contro Davide ed è andata via.Non si sono parlati per due settimane.Cioè,era lei che non voleva parlare con lui.

Diventava disumano,perchè viveva usando la morale politica e non quella pubblica.In quei momenti si stava costruendo un uomo nuovo e il vecchio stava scomparendo.

Però,era capace di fragilità…Te l’ha mai detto Lucy,della storia del cane?”

“Si”Risponde Rhona e pensa a un giovane novello dittatore per il popolo,che piange disperato la morte del suo migliore amico:un cane.

La gola brucia.Sente che sta per spaccarsi,ma non ha mai pianto.MAI.Perchè ora deve succedere?Perchè non riesce a fermare le lacrime,il labbro che si muove nervosamente,e quel dolore forte alla gola.

Da quanto tempo non telefonava al padre.I mezzi di comunicazione non funzionano.Poi stamane ,una telefonata.

Il padre gli dice che da loro,nel trentino,stanno succedendo cose strane e che la Germania ha inviato il suo esercito.Hanno preso anche lui ed Ettore,per portarli chissà dove.Lui dice che dovrebbe essere Innsbruck o come cazzo si chiama.Non sa quando torneranno,e che comunque non può stare tanto al telefono perchè sta usando i mezzi speciali dell’esercito ed è proibito

“Come sta Ettore?”Chiede Davide

“Morto”Dice il padre e poi,forse scoperto,lascia cadere la comunicazione.

L’immagine del suo cane,del suo fratello e migliore amico,l’unico essere umano a cui abbia detto :”ti voglio bene”,la creatura che lo rendeva ogni giorno un uomo migliore,invade la sua mente.E non se ne va più,nonostante i suoi interminabili sforzi.

Intorno la gente chiede cosa dovranno fare,i suoi collaboratori lo spronano a decidere quando attaccheranno i quartieri dei ricchi,ma è tutto distante.

Si ferma in un posto solitario e così senza nessun controllo scoppia a piangere.Lucy lo vede e di primo istinto vorrebbe lasciarlo solo,ma poi gli pone una mano sulla spalla.Lui pateticamente cerca di riprendersi,ma non ci riesce.

“Era il mio cane,amico,compagno..”Mormora lui.

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